Presentazione del libro e discussione sulla serialità nell’era moderna dell’intrattenimento presso la FUIS

Il 16 giugno la Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS) ha ospitato la presentazione del libro di Giovanni Prattichizzo: “Serialità espanse – Storytelling, pubblici e social tv”. La presentazione si è svolta grazie alla partecipazione di cinque personalità: Pratichizzo, l’autore stesso; Natale Antonio Rossi, presidente della FUIS (che ha introdotto l’incontro); Axel Fiacco, fondatore e amministratore delegato della BIC formats; Antonella Condorelli, giornalista di RaiDue- RAI (che ha moderato l’evento); e Janet De Nardis, fondatore e Direttore Artistico del Roma Web Fest.

La discussione è stata incentrata sull’evoluzione dei prodotti televisivi, su mercato e pubblico, e su cosa li stia portando verso il cambiamento. L’attenzione è stata posta soprattutto sulla serialità degli show televisivi e sullo sviluppo di una moderna era digitale nella quale questi show possano essere visti e condivisi attraverso innumerevoli piattaforme, permettendo così agli spettatori nelle diverse parti del mondo un’affezione come mai è accaduto in precedenza. Grazie alla nascita di nuove forme di narrazione, come quella cross-mediale (che rende lo stesso spettacolo/storia raggiungibile attraverso varie piattaforme come quella via cavo, via web, su DVD, etc.) e quella trans-mediale (la narrazione di molteplici storie riguardanti il mondo narrato di un unico show, attraverso paratesti come fanfiction, post/inserzioni, videogiochi, etc.), i confini della televisione si sono espansi, nonostante le valutazioni degli ascolti siano diminuite nell’era moderna; in questa maniera i fans  da ogni parte del mondo ora hanno più opportunità di vedere gli show televisivi e di venire a contatto con i mondi presenti in essi.

Questo ha portato nel mondo della tv sociale a un’esplosione delle interazioni dei fan attraverso social network, blog, fanfiction/ fanvid, arrivando, in alcuni casi, addirittura a contribuire con idee che aiutano a scrivere e attuare gli show (Pratichizzo ha portato come esempio di ciò la serie australiana #7DaysLater).

Janet De Nardis, fondatrice del Roma Web Fest ha contribuito alla discussione con la sua competenza nell’evoluzione dell’audience e il ruolo di internet negli anni moderni dell’intrattenimento. De Nardis ha cominciato le sue osservazioni parlando di come le abitudini di visualizzazione siano cambiate negli anni: ha, infatti, notato che in passato le famiglie e gli amici si sarebbero raccolte abitualmente insieme per vedere gli show; oggi, però, che le persone non hanno più il tempo di fare ciò, c’è stata, invece, un’esplosione di piattaforme come Netflix, dove le persone guardano show da sole ogni qualvolta trovino il tempo per farlo: tutto ciò ha reso l’esperienza televisiva più intima e solitaria per lo spettatore. Aggiunge anche che le generazioni più giovani si sono ritrovate ad avere sempre meno tempo libero e una scarsa durata d’attenzione, ciò ha portato alla ricerca di una più breve esperienza di visualizzazione, che ha condotto all’espandersi del mondo delle brevi serie web-native.

Queste webseries permettono agli artisti di debuttare con i loro lavori e sperimentare con questi online, creando, così, un’opportunità per chiunque voglia condividere il proprio prodotto con il mondo. Oltretutto, De Nardis ha aggiunto che, mentre le webseries acquistano popolarità, contemporaneamente anche le serie più tradizionali si adattano a questo nuovo ed evoluto genere di ascoltatori, attraverso i processi trasmediali, che portano alla realizzazione di spin-off, cartoni, webseries e così via.

Complessivamente, il libro prova a capire se cambiamenti come questi saranno ciò che salverà la televisione nel prossimo futuro. Pratichizzo nota che da “Omero alla nuova società dei Social Network” le persone hanno sempre avuto il desiderio naturale di raccontare storie per accattivare gli ascoltatori: sembra che questi cambiamenti nell’era moderna dell’intrattenimento siano un’inevitabile parte di ciò che farà andare avanti la tradizione.

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